Ultime sul processo

Oggi, venerdì 28 aprile 2017, si è svolta la prima udienza del processo che vede imputati le attiviste e gli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill che, il 20 aprile 2013, occuparono lo stabulario del dipartimento di Farmacologia dell’Università Statale di Milano.

Quel giorno, grazie a filmati, foto e alla scoperta di documenti inerenti agli esperimenti lì condotti, quel luogo anonimo e invalicabile fu mostrato per ciò che era, ovvero un centro di detenzione e tortura per centinaia di animali. In seguito a una strenua trattativa durata 10 ore con le forze dell’ordine e con i responsabili dell’Università, i cinque attivisti riuscirono a portare in salvo 400 topi e un coniglio.

Il presidio di supporto di questa mattina è stato molto partecipato e ha visto la presenza di diverse associazioni antispeciste e animaliste e di persone che ci hanno riconfermato quanto l’azione da noi svolta quel giorno sia stata importante e significativa.

All’udienza di oggi l’Università degli Studi di Milano e il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) si sono costituiti parte civile con l’intenzione di richiedere il risarcimento dei danni che ci imputano.

Il processo è ora rimandato al 30 ottobre 2017 e questo ci darà tempo e modo di dare maggiore forza alla nostra campagna di sensibilizzazione e informazione in merito alla sperimentazione animale e di ottenere maggiore supporto, non solo per noi, ma soprattutto per la battaglia contro questa pratica inaccettabile che una parte del mondo scientifico continua a difendere.

Affrontare questa causa legale così impegnativa e seria significa per noi avere l’opportunità di continuare ad abbattere il muro di silenzio dietro a cui si nascondono i laboratori di vivisezione animale.

Vi ringraziamo per il sostegno.

Noi continueremo a cercare di costruire un mondo senza gabbie.